giovedì 25 marzo 2010

Google Vs Cina: la parola ai cinesi


Che Pechino sia rimasta stizzita dalla decisione di Google di abbandonare la Repubblica popolare non è una novità. Il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione “più libera” di Google in Cina. Questo non significa che i cinesi avranno libero accesso alle pagine di Google Hong Kong.
Se fino a ieri era Google Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino, da un paio di giorni è la Repubblica popolare a censurare come crede le pagine di Google Hong Kong che nuon vuole siano accessibili agli internauti della Repubblica popolare.
Ma i cinesi cosa ne pensano? Su Facebook circola una lettera aperta scritta da un blogger cinese residente a Hong Kong che fa riflettere, per una volta, sul punto di vista degli orientali sulla vicenda.
Caro Google,
mi auguro che tu abbia considerato attentamente le conseguenze della scelta di lasciare la Cina. Hai deciso che le richieste di censura del governo di Pechino oggi non sono più in linea con una politica aziendale che ha improvvisamente deciso di “non essere tiranna” nei confronti della popolazione cinese. Ma vediamo fino a che punto la scelta di lasciare la Cina sortirà l’effetto sperato…
Personalmente ritengo che la convinzione secondo cui la censura sia dannosa per la popolazione sia infondata. Quello che l’occidente non ha ancora capito è che i leader cinesi non sono cattivi. Sono semplicemente insicuri, e per ragioni condivisibili. Voi vorreste cambiare le cose, ma se Pechino non fosse in grado di tenervi testa come (fortunatamente) fa, noi cinesi staremmo molto peggio.
Sono molto dispiaciuto per chi, come me, si era affezionato a servizi come Google Maps, Google Translate, Google Scholar e tanti altri, visto che ora non potrà più usarli. Per voi è tutta colpa del governo cinese. Per noi no. Avete sbagliato tutto. In tanti anni non avete capito come funzionano le cose in Cina.
Scendere a compromessi con Pechino accettando la censura imposta dal regime non è certo lusinghiero, ma chi conosce la Cina sa che da queste parti senza compromessi non si va da nessuna parte. Tutto questo deve cambiare, è ovvio, ma dateci più tempo per favore!
Non dimenticate che raggiungere un compromesso con Pechino non significa non fare il bene della Cina. La storia lo dimostra: alla fine degli anni ’80, complici le riforme economiche, moltissime aziende straniere si spostarono in Cina. Tutti sappiamo cosa è successo nel giugno del 1989. Dopo gli incidenti di Tian’anmen le aziende occidentali se ne sono andate perché hanno avuto paura della Cina. Quelle di Hong Kong, invece, sono rimaste, scegliendo consapevolmente di non voltare le spalle al regime. Il risultato? Oggi i tycoon dell’ex colonia britannica sono ascoltati a Pechino, e i leader del partito prendono in considerazione le loro opinioni molti di più di quanto, per mancanza di fiducia, facciano con quelle degli occidentali.
La scelta di Google è uno schiaffo che la Cina ha ricevuto davanti agli occhi del mondo intero. I leader orientali sono noti per le loro scelte pragmatiche, ma l’occidente non ha ancora capito che un affronto di questa portata rende inevitabile la necessità di cambiare rotta per salvare la faccia. Addio pragmatismo quindi. Nessuno di voi si rende conto di cosa la Cina sia disposta a fare per “salvarsi la faccia”. Ecco perché le conseguenze delle vostre scelte avventate potrebbero essere controproducenti soprattutto per noi cinesi.
Per Google è troppo tardi per tornare indietro, ma se qualche altro gigante dell’occidente volesse seguire le sue orme e abbandonare la Cina per favore, ci ripensi: per il bene di noi cinesi.

giovedì 18 marzo 2010

Astronauti per cinque minuti


Chi già pregustava di assistere all'allunaggio del 21esimo secolo dovrà darsi pace. Finchè sulla Terra - e in particolare Negli Stati Uniti - tirerà aria di crisi, le casse della Nasa rimarranno vuote. Per la gioia di chi da qualche anno cerca di ritagliarsi un posticino Nella corsa all'esplorazione Celeste: le compagnie private, oltre Che a collaborare con l'Agenzia aerospaziale americana, Stanno progettando viaggetti niente male per gli aspiranti turisti cosmici. ISS sulla Soggiorni, voli parabolici termosfera Nella, alberghi "galattici" gonfiabili ... se avete sempre sognato di liberarvi Dalla gravità fatevi sotto. È il momento di una vacanza spaziale!
Come ci si sente nei panni di un astronauta? Non dovranno aspettare uno lungo per scoprirlo i fortunati passeggeri dello SpaceShipTwo, La Navicella per voli suborbitali recentemente Presentata DALLA COMPAGNIA Britannica Virgin Galactic. Al più tardi nel 2011, sei viaggiatori e grazie piloti dovrebbero infatti "salpare" per lo spazio, raggiungendo i 110 Chilometri di quota. Ad attenderli qui, 5 minuti di "galleggiamento" nella cabina, in una Condizione di assenza di gravità simulata da una manovra Parabolica. Il tutto alla "modica" cifra di 200 mila Dollaro, circa 145 mila euro ...

venerdì 12 marzo 2010

LA CITTA' FA MALE AGLI ITALIANI,stress e traffico ci fanno litigare


Le città fanno male alla salute. Non è solo un problema di aria cattiva, o di rumore ambientale, o di mancanza di spazi verdi. Il nemico numero uno della nostra salute è il traffico e lo stress che porta con sé. Gli abitanti delle città passano in coda anche un'ora o più al giorno e il nervosismo che si accumula in questo modo è responsabile di liti e scontri verbali. Non solo. Il traffico ci ruba mezz'ora di sonno al giorno, apre la via all'obesità, aumenta il rischio di incidenti stradali e di malattie respiratorie legate allo smog.
Sono i dati che emergono da un'analisi, condotta da Legambiente e presentata a Parma alla Quinta conferenza ministeriale Ambiente e Salute, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità Europa (Oms), e dai ministeri di Salute e Ambiente. Secondo la ricerca, infatti, a Roma il tempo passato al volante è di 74 minuti al giorno, a Napoli e Torino è di 63 e 62 minuti, a Milano un'ora esatta, a Palermo e Genova 58 e 53 minuti. Le velocità medie sono ridicole: Torino è la città che "si muove" di più, (26 km/h), seguita da Genova (25), Roma (23), Milano (22), Napoli (21), Palermo (20). Il traffico ha ovviamente una ricaduta sull'inquinamento atmosferico, in particolare sui livelli di polveri sottili: 57 città italiane su 88 che hanno dati completi sulle Pm10 superano il limite previsto dalla legge.
I punti cruciali per la salute secondo Legambiente sono sostanzialmente cinque:
- Microconflittualità e stress – colpisce 6 italiani su 10. Stare
in coda, bloccati nell'auto, ad esempio, scatena la litigiosità e gli scontri verbali nel 61% degli italiani, pronti ad alterarsi, attaccare briga e suonare nervosamente il clacson.
- Incidenti stradali - nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati 168.088 incidenti (76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (pari al 73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%).
- Obesità - circa un terzo degli adulti è sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, ossia coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Per gli alimentaristi la colpa va ricercata nell'alimentazione sbagliata, ma anche nella sedentarietà Sotto accusa l'uso dell'auto come principale mezzo di spostamento: basterebbe ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre del 50% il rischio-obesità.
- Insonnia e rumore - si stima che vivere in un grande centro urbano significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. Un problema che tocca circa 20 milioni di italiani
- Smog - Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini.

martedì 9 marzo 2010

Francia, la Madonna piange olio


Garges-Lès-Gonesse è un piccolo paese situato a pochi chilometri da Parigi, in questi giorni è diventato meta del pellegrinaggio di centinaia di fedeli e di curiosi attirati da un quadro della Madonna che versa lacrime di olio. La casa del possessore della tela è invasa da oltre 50 visitatori al giorno.
Esat Altindagoglu è un uomo di origine turca residente nel paesino francese più visitato di questi ultimi giorni. La tela della Madonna che piange lacrime di olio è stata regalata nel 2006 a sua moglie Sevin da un sacerdote libanese e, dal 12 febbraio, la tela non smette di versare lacrime.
L'abitazione dei due è diventata luogo di culto, da quando un sacerdote ortodosso ha accettato di celebrarvi una messa per ringraziare la Vergine, in attesa che un vescovo assista al fenomeno per potere iniziare l'iter necessario all'identificazione dello stesso come un miracolo. I casi di statue o immagini sacre che piangono sono molteplici, i miracoli riconosciuti sono rarissimi; l'ultimo riguarda "Nostra Signora di Akita", una stata della Madonna che, nell'arco di sei anni (dal 1975 al 1981) pianse 101 volte. Il fenomeno fu accertato dal professor Sagisaka e soltanto nel 1988, l'allora cardinale Joseph Ratzinger lo dichiarò "attendibile e degno di fede".

venerdì 5 marzo 2010

Un test del DNA prevede il successo della dieta


A volte, l'incapacità a perder peso potrebbe essere dovuta a problemi genetici. Con il test giusto, però, e possibile trovare la strada giusta per dimagrire. Questa la tesi di una ricerca dell'Università di Stanford (California), diretta dal professor Christopher Gardner e descritta dal "Wall Street Journal". Stanford e colleghi affermano come non esiste "LA dieta" per tutti. Il 39% delle persone ha un patrimonio genetico che rende più utile una dieta con pochi grassi, mentre il 45% reagisce meglio se i carboidrati sono limitati. Infine, il 16% per far calare la bilancia deve tagliare entrambi gli elementi Per questo, i ricercatori hanno creato un test del DNA, in grado di riconoscere le mutazioni di tre geni coinvolti nel metabolismo e nell'assimilazione di grassi e zuccheri. Tale test è stato messo alla prova su 133 donne, tutte in sovrappeso e sottoposte a dieta. L'esperimento ha confermato come non esiste una dieta ottimale per tutti. Infatti, le volontarie che avevano maggiore sensibilità ai carboidrati ed hanno seguito una dieta mirata contro di questi hanno perso più peso di quelle, che han seguito la stessa dieta ma avevano caratteristiche diverse. Il team di Stanford fa notare come tali risultati siano parziali e debbano essere confermati da studi di più ampia portata, che ad es: li provino anche sugli uomini. Tuttavia, ricerche del genere potrebbero servire a chiudere la "faida" alimentare che divide i fautori della dieta low-carb e i sostenitori della dieta low-fat. Per gli scienziati, non esiste infatti una vincitrice, ma sono i fattori di predisposizione a fare la differenza.

lunedì 1 marzo 2010

SONO SALITO SULLA TRANSIBERIANA (con google maps)


Uno dei miei sogni (irrealizzati) da sempre è quello di salire sulla Transiberiana. Sarà che sono uno a cui piace sentire il viaggio anche nei suoi spostamenti, ma l’idea di percorrere la più lunga linea ferroviaria del mondo (9288 chilometri!) attraversando gli Urali, il fiume Volga, la riserva di Hingansky e quasi un centinaio di città dalla Russia al Pacifico, la trovo a dir poco affascinante.
Forse un giorno mi deciderò ad acquistare quel benedetto biglietto. Nel frattempo nulla mi vieta di provare il nuovo servizio che Google ha realizzato in accordo con Russian Railways: una vera e propria riproduzione online della epica linea Mosca-Vladivostok.