giovedì 25 marzo 2010

Google Vs Cina: la parola ai cinesi


Che Pechino sia rimasta stizzita dalla decisione di Google di abbandonare la Repubblica popolare non è una novità. Il dominio cinese di Google (www.google.cn) è stato definitivamente archiviato. Chi tenta di accedervi viene automaticamente dirottato all’indirizzo www.google.com.hk, la versione “più libera” di Google in Cina. Questo non significa che i cinesi avranno libero accesso alle pagine di Google Hong Kong.
Se fino a ieri era Google Cina ad autocensusarsi per non indispettire Pechino, da un paio di giorni è la Repubblica popolare a censurare come crede le pagine di Google Hong Kong che nuon vuole siano accessibili agli internauti della Repubblica popolare.
Ma i cinesi cosa ne pensano? Su Facebook circola una lettera aperta scritta da un blogger cinese residente a Hong Kong che fa riflettere, per una volta, sul punto di vista degli orientali sulla vicenda.
Caro Google,
mi auguro che tu abbia considerato attentamente le conseguenze della scelta di lasciare la Cina. Hai deciso che le richieste di censura del governo di Pechino oggi non sono più in linea con una politica aziendale che ha improvvisamente deciso di “non essere tiranna” nei confronti della popolazione cinese. Ma vediamo fino a che punto la scelta di lasciare la Cina sortirà l’effetto sperato…
Personalmente ritengo che la convinzione secondo cui la censura sia dannosa per la popolazione sia infondata. Quello che l’occidente non ha ancora capito è che i leader cinesi non sono cattivi. Sono semplicemente insicuri, e per ragioni condivisibili. Voi vorreste cambiare le cose, ma se Pechino non fosse in grado di tenervi testa come (fortunatamente) fa, noi cinesi staremmo molto peggio.
Sono molto dispiaciuto per chi, come me, si era affezionato a servizi come Google Maps, Google Translate, Google Scholar e tanti altri, visto che ora non potrà più usarli. Per voi è tutta colpa del governo cinese. Per noi no. Avete sbagliato tutto. In tanti anni non avete capito come funzionano le cose in Cina.
Scendere a compromessi con Pechino accettando la censura imposta dal regime non è certo lusinghiero, ma chi conosce la Cina sa che da queste parti senza compromessi non si va da nessuna parte. Tutto questo deve cambiare, è ovvio, ma dateci più tempo per favore!
Non dimenticate che raggiungere un compromesso con Pechino non significa non fare il bene della Cina. La storia lo dimostra: alla fine degli anni ’80, complici le riforme economiche, moltissime aziende straniere si spostarono in Cina. Tutti sappiamo cosa è successo nel giugno del 1989. Dopo gli incidenti di Tian’anmen le aziende occidentali se ne sono andate perché hanno avuto paura della Cina. Quelle di Hong Kong, invece, sono rimaste, scegliendo consapevolmente di non voltare le spalle al regime. Il risultato? Oggi i tycoon dell’ex colonia britannica sono ascoltati a Pechino, e i leader del partito prendono in considerazione le loro opinioni molti di più di quanto, per mancanza di fiducia, facciano con quelle degli occidentali.
La scelta di Google è uno schiaffo che la Cina ha ricevuto davanti agli occhi del mondo intero. I leader orientali sono noti per le loro scelte pragmatiche, ma l’occidente non ha ancora capito che un affronto di questa portata rende inevitabile la necessità di cambiare rotta per salvare la faccia. Addio pragmatismo quindi. Nessuno di voi si rende conto di cosa la Cina sia disposta a fare per “salvarsi la faccia”. Ecco perché le conseguenze delle vostre scelte avventate potrebbero essere controproducenti soprattutto per noi cinesi.
Per Google è troppo tardi per tornare indietro, ma se qualche altro gigante dell’occidente volesse seguire le sue orme e abbandonare la Cina per favore, ci ripensi: per il bene di noi cinesi.

giovedì 18 marzo 2010

Astronauti per cinque minuti


Chi già pregustava di assistere all'allunaggio del 21esimo secolo dovrà darsi pace. Finchè sulla Terra - e in particolare Negli Stati Uniti - tirerà aria di crisi, le casse della Nasa rimarranno vuote. Per la gioia di chi da qualche anno cerca di ritagliarsi un posticino Nella corsa all'esplorazione Celeste: le compagnie private, oltre Che a collaborare con l'Agenzia aerospaziale americana, Stanno progettando viaggetti niente male per gli aspiranti turisti cosmici. ISS sulla Soggiorni, voli parabolici termosfera Nella, alberghi "galattici" gonfiabili ... se avete sempre sognato di liberarvi Dalla gravità fatevi sotto. È il momento di una vacanza spaziale!
Come ci si sente nei panni di un astronauta? Non dovranno aspettare uno lungo per scoprirlo i fortunati passeggeri dello SpaceShipTwo, La Navicella per voli suborbitali recentemente Presentata DALLA COMPAGNIA Britannica Virgin Galactic. Al più tardi nel 2011, sei viaggiatori e grazie piloti dovrebbero infatti "salpare" per lo spazio, raggiungendo i 110 Chilometri di quota. Ad attenderli qui, 5 minuti di "galleggiamento" nella cabina, in una Condizione di assenza di gravità simulata da una manovra Parabolica. Il tutto alla "modica" cifra di 200 mila Dollaro, circa 145 mila euro ...

venerdì 12 marzo 2010

LA CITTA' FA MALE AGLI ITALIANI,stress e traffico ci fanno litigare


Le città fanno male alla salute. Non è solo un problema di aria cattiva, o di rumore ambientale, o di mancanza di spazi verdi. Il nemico numero uno della nostra salute è il traffico e lo stress che porta con sé. Gli abitanti delle città passano in coda anche un'ora o più al giorno e il nervosismo che si accumula in questo modo è responsabile di liti e scontri verbali. Non solo. Il traffico ci ruba mezz'ora di sonno al giorno, apre la via all'obesità, aumenta il rischio di incidenti stradali e di malattie respiratorie legate allo smog.
Sono i dati che emergono da un'analisi, condotta da Legambiente e presentata a Parma alla Quinta conferenza ministeriale Ambiente e Salute, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità Europa (Oms), e dai ministeri di Salute e Ambiente. Secondo la ricerca, infatti, a Roma il tempo passato al volante è di 74 minuti al giorno, a Napoli e Torino è di 63 e 62 minuti, a Milano un'ora esatta, a Palermo e Genova 58 e 53 minuti. Le velocità medie sono ridicole: Torino è la città che "si muove" di più, (26 km/h), seguita da Genova (25), Roma (23), Milano (22), Napoli (21), Palermo (20). Il traffico ha ovviamente una ricaduta sull'inquinamento atmosferico, in particolare sui livelli di polveri sottili: 57 città italiane su 88 che hanno dati completi sulle Pm10 superano il limite previsto dalla legge.
I punti cruciali per la salute secondo Legambiente sono sostanzialmente cinque:
- Microconflittualità e stress – colpisce 6 italiani su 10. Stare
in coda, bloccati nell'auto, ad esempio, scatena la litigiosità e gli scontri verbali nel 61% degli italiani, pronti ad alterarsi, attaccare briga e suonare nervosamente il clacson.
- Incidenti stradali - nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati 168.088 incidenti (76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (pari al 73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%).
- Obesità - circa un terzo degli adulti è sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, ossia coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Per gli alimentaristi la colpa va ricercata nell'alimentazione sbagliata, ma anche nella sedentarietà Sotto accusa l'uso dell'auto come principale mezzo di spostamento: basterebbe ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre del 50% il rischio-obesità.
- Insonnia e rumore - si stima che vivere in un grande centro urbano significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. Un problema che tocca circa 20 milioni di italiani
- Smog - Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini.

martedì 9 marzo 2010

Francia, la Madonna piange olio


Garges-Lès-Gonesse è un piccolo paese situato a pochi chilometri da Parigi, in questi giorni è diventato meta del pellegrinaggio di centinaia di fedeli e di curiosi attirati da un quadro della Madonna che versa lacrime di olio. La casa del possessore della tela è invasa da oltre 50 visitatori al giorno.
Esat Altindagoglu è un uomo di origine turca residente nel paesino francese più visitato di questi ultimi giorni. La tela della Madonna che piange lacrime di olio è stata regalata nel 2006 a sua moglie Sevin da un sacerdote libanese e, dal 12 febbraio, la tela non smette di versare lacrime.
L'abitazione dei due è diventata luogo di culto, da quando un sacerdote ortodosso ha accettato di celebrarvi una messa per ringraziare la Vergine, in attesa che un vescovo assista al fenomeno per potere iniziare l'iter necessario all'identificazione dello stesso come un miracolo. I casi di statue o immagini sacre che piangono sono molteplici, i miracoli riconosciuti sono rarissimi; l'ultimo riguarda "Nostra Signora di Akita", una stata della Madonna che, nell'arco di sei anni (dal 1975 al 1981) pianse 101 volte. Il fenomeno fu accertato dal professor Sagisaka e soltanto nel 1988, l'allora cardinale Joseph Ratzinger lo dichiarò "attendibile e degno di fede".

venerdì 5 marzo 2010

Un test del DNA prevede il successo della dieta


A volte, l'incapacità a perder peso potrebbe essere dovuta a problemi genetici. Con il test giusto, però, e possibile trovare la strada giusta per dimagrire. Questa la tesi di una ricerca dell'Università di Stanford (California), diretta dal professor Christopher Gardner e descritta dal "Wall Street Journal". Stanford e colleghi affermano come non esiste "LA dieta" per tutti. Il 39% delle persone ha un patrimonio genetico che rende più utile una dieta con pochi grassi, mentre il 45% reagisce meglio se i carboidrati sono limitati. Infine, il 16% per far calare la bilancia deve tagliare entrambi gli elementi Per questo, i ricercatori hanno creato un test del DNA, in grado di riconoscere le mutazioni di tre geni coinvolti nel metabolismo e nell'assimilazione di grassi e zuccheri. Tale test è stato messo alla prova su 133 donne, tutte in sovrappeso e sottoposte a dieta. L'esperimento ha confermato come non esiste una dieta ottimale per tutti. Infatti, le volontarie che avevano maggiore sensibilità ai carboidrati ed hanno seguito una dieta mirata contro di questi hanno perso più peso di quelle, che han seguito la stessa dieta ma avevano caratteristiche diverse. Il team di Stanford fa notare come tali risultati siano parziali e debbano essere confermati da studi di più ampia portata, che ad es: li provino anche sugli uomini. Tuttavia, ricerche del genere potrebbero servire a chiudere la "faida" alimentare che divide i fautori della dieta low-carb e i sostenitori della dieta low-fat. Per gli scienziati, non esiste infatti una vincitrice, ma sono i fattori di predisposizione a fare la differenza.

lunedì 1 marzo 2010

SONO SALITO SULLA TRANSIBERIANA (con google maps)


Uno dei miei sogni (irrealizzati) da sempre è quello di salire sulla Transiberiana. Sarà che sono uno a cui piace sentire il viaggio anche nei suoi spostamenti, ma l’idea di percorrere la più lunga linea ferroviaria del mondo (9288 chilometri!) attraversando gli Urali, il fiume Volga, la riserva di Hingansky e quasi un centinaio di città dalla Russia al Pacifico, la trovo a dir poco affascinante.
Forse un giorno mi deciderò ad acquistare quel benedetto biglietto. Nel frattempo nulla mi vieta di provare il nuovo servizio che Google ha realizzato in accordo con Russian Railways: una vera e propria riproduzione online della epica linea Mosca-Vladivostok.

sabato 27 febbraio 2010

Pene più piccolo? Colpa dell'inquinamento

Gli uomini del futuro avranno un pene piccolo. Colpa dell'obesità e dell'inquinamento. E' quanto emerge da uno studio presentato a Padova al convegno "Medicina e sessualità" da un gruppo di andrologi del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell'Azienda ospedaliera - Università di Padova, coordinati da Carlo Foresta. Negli ultimi 60 anni la dimensione dell'organo genitale maschile a riposo è diminuita di quasi un centimetro.

I ricercatori hanno misurato la lunghezza del pene ad oltre 2mila studenti diciottenni delle scuole superiori di Padova, arrivando alla conclusione che la lunghezza del pene a riposo si è ridotta del 10 per cento, passando dai 9,7 centimetri a 8,9. Cinquantadue ragazzi, poi, (il 30,7% dei quali obesi) lo aveva a riposo di una lunghezza di 6 centimetri.

"Diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e detergenti possono agire in due modi: riducendo l'attività degli ormoni maschili androgeni o mimando l'attività degli estrogeni femminili", ha dichiarato il professor Foresta. Con la conseguenza che gli organi genitali maschili risentano della loro diminuzione. Inoltre, ha evidenziato il professore, i giovani d'oggi nascono con le gambe sempre più lunghe, assumendo così una figura corporea molto differente da quella dei loro antenati.

venerdì 26 febbraio 2010

PORNO,PERCHE' A LUI PIACE ?


Da sempre si pensa che siano solo gli uomini i grandi fruitori di pornografia, mentre le donne tendono a considerarla con sussiego o disgusto. Ma perché proprio i maschi sarebbero così interessati al porno? E questa pratica è così deplorevole, o no? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli scienziati di WebMD.
La pornografia scatena sentimenti contrastanti e, secondo gli esperti, molte donne sono preoccupate dall’interesse del proprio partner nei confronti del porno. Arrivano anche pensare che lui preferisca la pornografia ai rapporti sessuali con loro ma, dicono sempre gli esperti, questo è un falso problema. “Spesso, uno dei partner ha un interesse per il porno, e l'altro pensa che sia un problema” - dichiara il dr. Russell Stambaugh, psicologo e sessuologo del Michigan - “E' raro. I migliori studi scientifici indicano che solo circa il 5% degli utenti di pornografia ha un problema che interferisce con la loro vita quotidiana".
Se una volta la pornografia era considerata un fenomeno per depravati, oggi, pare sia invece assai diffusa anche tra le persone di “cultura”: un sondaggio mostra che ben il 60% dei giovani italiani, per esempio, è attratto dal porno. Il 59% delle donne ammette di aver guardato almeno una volta un film o delle immagini pornografiche. Quindi il sesso mostrato non è più solo appannaggio di pochi frequentatori (maschi) di cinema a luci rosse.

Secondo gli scienziati la questione risiede nel fatto che l’uomo è “programmato” per avere una risposta immediata alle sollecitazioni sessuali e la componente visiva gioca un ruolo fondamentale: ecco perché l’uomo, al contrario della donna, si eccita molto velocemente e facilmente guardando scene di sesso o corpi nudi. Si tratta probabilmente di una questione legata alla riproduzione e ci sono aree del cervello che si “accendono” alla vista di scene di sesso rendendo così l’uomo pronto per l’accoppiamento. “Il cervello degli uomini è cablato per l'eccitazione facile, così che gli uomini sono pronti per il sesso ogni volta che bussa un’opportunità - una possibilità di propagare la specie”, sottolinea il dr. Stambaugh.
Tuttavia, c’è chi dice che è solo una questione di mancanza di dialogo tra la coppia se, per esempio, la donna si sente minacciata dalla pornografia perché crede di non essere sexy come una pornostar agli occhi del proprio uomo. Secondo la dr.ssa Lonnie Barbach, invece l’uomo non fa di questi paragoni. “Più spesso il problema è come si parla e come si rivela se stessi gli uni agli altri”, commenta il dr. Stambaugh, e il dialogo è importante. Spesso basta poco per deviare l’interesse dell’uomo: sperimentare in camera da letto nuove forme di fantasia; dare un tocco sexy al rapporto anche utilizzando la lingerie o cercare un interesse comune, sempre nel rispetto di entrambi, suggeriscono infine gli esperti.
Insomma, la pornografia interesserebbe l’uomo perché risponde al suo innato istinto per l’accoppiamento: come a dire che il maschio altri non è che una specie di animale da riproduzione. Quindi, se il vostro uomo vi sembra un po’ spento sessualmente, accendete la TV o il PC e fategli vedere qualche immagine di sesso; questo dovrebbe renderlo pronto per il rapporto… sempre che in “etichetta” sia riportata l’istruzione: “eccitare prima dell’uso”.

martedì 23 febbraio 2010

VIA IL GRASSO CON IL LASER


Arriva com'era prevedibile dagli Stati Uniti l'ultima novità per combattere i chili di troppo. Si tratta di una nuova tecnologia laser di ultimissima generazione che consentirebbe di eliminare il grasso di troppo senza il dolore causato dalla liposuzione e soprattutto con risultati subito verificabili.
Negli Stati Uniti pare che il laser, chiamato Zerona, sia già utilizzato in alcune cliniche, stando a quanto afferma il quotidiano inglese Daily Telegraph, in particolare da star di Hollywood che hanno poca voglia di sottoporsi a lunghe ed estenuanti diete. Si parla di una perdita di due taglie in sole due settimane, senza alcun accorgimento alimentare e senza alcuna attività fisica.
Zerona sarebbe in grado di penetrare attraverso la pelle per distruggere le cellule adipose sottostanti che, una volta bruciate, verrebbero espulse in maniera naturale dall'organismo.
Gli inventori del laser sostengono che la loro tecnologia può togliere due taglie al paziente in 6 sessioni della durata di 40 minuti ciascuna da effettuare in un arco di tempo di quindici giorni. Il prezzo si aggirerebbe intorno ai 1150 euro. La tecnica viene utilizzata anche in Europa presso il Laser Lounge di Kensington, a ovest di Londra, dove lavora la dott.ssa Tatiana Karelina, la quale afferma con entusiasmo: "È l’invenzione che ogni donna stava aspettando".
Secondo i dati ufficiali provenienti dalla Food and Drug Administration americana, i pazienti sottoposti al laser Zerona hanno perso una media di 9 centimetri di grasso in punti localizzati come il girovita, i fianchi e le cosce. L'unico neo della nuova tecnica riguarderebbe la sua applicazione limitata alle persone in leggero sovrappeso. Per quanto riguarda gli obesi, infatti, la tecnica non sarebbe adatta perché il laser non riesce a penetrare attraverso strati di grasso troppo spessi.

giovedì 18 febbraio 2010

SAN REMO 2010


E anche quest'anno il Festival di Sanremo può tirare un respiro di sollievo: gli ascolti vanno bene, anche meglio dello scorso anno. Lo dicono i dati Auditel. Con grande soddisfazione di Paolo Garimberti, il presidente della Rai, e con il toto-presentatore della sessantunesima edizione già al via, a meno di ripensamenti da parte di Antonella Clerici, che ha ormai pubblicamente espresso la sua non-volontà di condurre la prossima edizione del Festival.

Secondo le dichiarazioni di Mauro Mazza l'unico sassolino nella scarpa rimane la critica: "Sarei contento se i giornali avessero un atteggiamento diverso visto che l'evento ha avuto un riscontro di popolarità, anche il mio lavoro sarebbe più apprezzato. C'è il pubblico ma il Festival delude voi: il problema è vostro, non di chi lo fa".

mercoledì 17 febbraio 2010

PRESERVATIVO IN TAGLIA UNICA


Preservativo in taglia unica? No, grazie. Secondo una ricerca americana, infatti, il profilattico va scelto nella giusta taglia, in base alle dimensioni del pene. Altrimenti non solo dovremmo rinunciare in parte al piacere, ma potremmo incorrere in gravidanze indesiderate o trasmissione di malattie infettive. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell'Università del Kentucky e coordinato dal professor Richard Crosby. I risultati della ricerca sono stati poi pubblicati sulla rivista specializzata Sexually Transmitted Infections.
Secondo gli studiosi, insomma, va scelto il preservativo della taglia giusta. La ricerca ha coinvolto circa 400 uomini di età compresa tra i 18 e i 67 anni. Molti di questi hanno ammesso di scegliere spesso un preservativo della taglia ‘large' per una sorta di complesso sulle dimensioni del pene. Ma un preservativo più grande potrebbe causare la perdita di sensibilità, una gravidanza indesiderata o ancor peggio la trasmissione di malattie infettive.

Fra gli uomini che hanno sbagliato scelta, la maggior parte ha dichiarato che il piacere è stato meno intenso per se stessi o per la partner, mentre il 10 per cento circa ha ammesso la rottura del preservativo durante il rapporto.

lunedì 15 febbraio 2010

Come aumentare le visite al blog?Usa AdWords

Sicuramente tutti voi saprete quanto sia importante utilizzare il giusto titolo in un post, parlare di argomenti accattivanti, usare keywords interessanti e comptetitive. Tutti questi fattori (accompagnati da un ottima navigabilità e da un costante aggiornamento) porteranno ad un incremento notevole delle visite al vostro sito web / blog. Porre domande alla fine di ogni post, incoraggiare i lettori a commentare e farli iscrivere ai vostri FEED sono "trucchi" che invece vi faranno mantenere contatti duraturi con i lettori appena acquisiti. Insomma queste sono le principali ricette per un blog di medio-successo, per creare un vostro pubblico e per interagire con esso scambiandovi idee sugli argomenti che avete selezionato.

E' buona cosa impostare il blog su uno specifico argomento (ad esempio Diventare Blogger Famosi si occupa di blog ed ottimizzazione dei blog) tuttavia parlare di argomenti in generale non da mai fastidio ai naviganti e ai vostri lettori.

Consiglio quindi a tutti di utilizzare queste tecniche per poter raggiungere un buon numero di lettori nel giro di qualche mese. Tuttavia esistono strumenti molto interessanti e super competitivi che porteranno al vostro sito lettori e navigatori realmente interessati a quello di cui voi state parlando. Uno dei principali (di cui voglio parlare oggi) è Google AdWords, che porta visitatori mirati al sito mediante annunci che compaiono nelle pagine di ricerca di Google a seconda delle KeyWords che i naviganti utilizzano per le ricerche.

Se ad esempio apriamo la pagina di Google e scriviamo "Aumentare Visite Blog" noteremo una serie di annunci testuali in alto e sulla destra che richiamano la nostra attenzione. Tra quegli annunci (a seconda della chiave di ricerca) potrà esserci anche il vostro, che porterà visitatori SUPER interessati al vostro sito. Chiaramente tutto questo avrà un costo. Ogni keywords a seconda del volume di ricerca e della sua popolarità avrà un determinato prezzo. Noi acquisteremo quella Keywords facendo un offerta (esempio 0,12 euro) in modo tale che il nostro annuncio comparirà ogni qual volta un utente ricercherà quella parola.

Più alta sarà la nostra offerta, migliore sarà la posizione del nostro annuncio con conseguente aumento delle visite (aumento del costo da pagare....). Possiamo però impostare un badget di 5 euro al giorno ad esempio. Se riusciamo a costruire un buon annuncio, con ottime Keywords di qualità che puntano AD UN SITO DI QUALITA' (Google tiene sempre conto di tutto attenzione!) possiamo pagare anche solo 0,08 cents a click! Questo vorrebbe dire più di 60 visite mirate al nostro sito in un solo giorno. Se poi le sommiamo alle visite che otteniamo sfruttando i parametri di cui ho parlato all'inizio del post possiamo raggiungere buonissimi risualti!

Con un po' di esperienza riesco a pagare alcune KeyWords anche solo 0,04 cents. Questo mi permette di raggiungere un buon numero di visitatori a tema, che è la cosa più importante! La regola è questa: meglio 20 visite mirate che 1000 visite portate da scambio banner o scambio visite!

Ad ogni modo AdWords è uno strumento davvero utile, però bisogna imparare ad utilizzarlo al meglio al fine di non gettare al vento i nostri soldi. Molte aziende super milionarie pagano anche 1 euro a click! Certo loro possono, ma se riuscissero a sfruttarlo al meglio riuscirebbero ad ottenere 10/12 visite mirate con un solo euro!

Ad ogni modo ho imparato molte cose usando AdWords in questi mesi, vorrei sapere invece le vostre esperienze e problemi. Riuscite ad ottenere buoni risultati?

giovedì 11 febbraio 2010

FOLLIE DI SAN VALENTINO

La festa degli innamorati è alle porte: che regalo farle, e dove andare per stupirla? Ecco qualche idea decisamente particolare…
Cena a lume di candela, passeggiata romantica, messaggio d’amore in un palloncino? Tutto già visto. Il San Valentino 2010 è decisamente più originale, o almeno potrebbe esserlo. Cominciamo con il regalo per aprire la serata. La nuova tendenza, assicura il chirurgo plastico Alessandro Gennai, è quella di regalarle un seno nuovo, possibilmente esplosivo, con cui riempire - volendo - il classico completino in pizzo sexy. «Nel periodo di San Valentino ricevo molte richieste di aumento del seno - conferma l’esperto - All'appuntamento si presentano in coppia e lui è attivamente partecipe alla scelta: insieme decidono la protesi più adatta per il nuovo seno e le dimensioni».
E se la donna si accontenta di una terza, per l’uomo il ritocchino suona la quinta, a quanto pare a ragione: sembra che la donna con il freno tirato a fine intervento si penta per non aver osato di più.

Lasciarsi andare, del resto, è l’imperativo della festa degli innamorati, e qualcuno l’ha preso davvero alla lettera: il Mildred’s Temple Kitchen, un ristorante di Toronto, dal 12 al 15 febbraio invita i propri clienti ad avere piccanti rapporti nelle toilette del locale, per abbinare cibo e sesso tra una portata e l’altra al grido di “Sai farlo soltanto a letto?”Volare lontano però non è indispensabile per accendere la passione: riscoprire il brivido di trasformare l’auto in un’alcova bollente oggi ha un gusto retrò decisamente trendy. Se non altro per andare in controtendenza: secondo una ricerca effettuata da una società di sondaggi canadese i giovani che usano l’auto per appartarsi sono sempre meno (il 36% dei maschi e il 29% delle femmine, contro il 40% e oltre dei genitori).
Certo, le vetture più comode suggerite dagli esperti del “car sex” non sono proprio delle utilitarie (Volvo V70, BMW serie 3, Bentley Azur, Range Rover 2010), ma il Van Ford al quinto posto della classifica regala qualche speranza in più.

Infine, per la serie “anche la cultura è sexy”, a san Valentino i musei statali offriranno un ingresso per ogni biglietto venduto. Si potrà quindi entrare in due al prezzo di uno, e cercare nell’arte l’ispirazione migliore.

mercoledì 10 febbraio 2010

Gravidanza over 40, bimbi a rischio autismo


Concepire un figlio oltre i 40 anni fa crescere del 50% il rischio che il piccolo soffra di autismo. E' quanto emerge da uno studio svolto dai ricercatori dell'Università della California, UC Davis Department of Public Health Sciences, che hanno analizzato i dati relativi alle nascite registratesi tra il 1990 e il 1999.
In questo periodo ci sono state circa 5 milioni di nascite con oltre 12mila casi di autismo. In base ai dati raccolti, iricercatori
sono giunti alla conclusione che le donne over 40 hanno il 50% di probabilità di concepire un bimbo autistico rispetto a quelle con una fascia d'età tra i 25 e i 29 anni. Uno dei motivi potrebbe essere che la qualità degli ovuli si degrada con il passare del tempo.
La coordinatrice dello studio, la dottoressa Janie Shelton, ha evidenziato come la ricerca metta in discussione la toeria che identifica l'età del padre come un fattore chiave per accrescere il rischio di avere un bambino con autismo. L'età del padre può contribuire a un aumento del rischio quando questi sia molto più anziano della madre e questa sia sotto i 30 anni d'età. Ma se la donna ha più di 30 anni, l'età del padre pare non influire sul rischio.

domenica 7 febbraio 2010

MusicDNA(e gli altri):l'Mp3 è davvero al capolinea?


Bach Technology, l’azienda che lo sta sviluppando, non ha dubbi: “Stiamo preparando una Ferrari che rimpiazzerà un vecchio Maggiolone arrugginito”. La fuoriserie in questione si chiama MusicDNA e altro non è che il formato musicale che si candida a rimpiazzare l’Mp3.
Cosa fa di MusicDNA il mezzo che dovrebbe veicolare la musica nel nostro immediato futuro? Semplice, la possibilità di racchiudere – oltre alla traccia musicale – un sacco di informazioni aggiuntive: la biografia degli artisti, per esempio, ma anche i testi delle canzoni, le copertine, i link, i video, le date dei concerti e, perché no, sistemi per l’acquisto di biglietti e merchandising. E tutto mantenendo la compatibilità con i “vecchi” player Mp3.
Una sorta di Mp3 maggiorato, dunque, che porterebbe valore aggiunto agli utenti. E anche alle major discografiche, che da un lato potrebbero vendere un prodotto molto più ricco dell’Mp3 (anche economicamente) e, dall’altro, si troverebbero con un’arma in più per arginare il fenomeno della pirateria. Bach Technology assicura infatti che le copie illegali delle tracce in formato MusicDNA includeranno solo i contenuti sonori, ma non gli “extra”.

sabato 6 febbraio 2010

Aiuto, mi si è impigrito il Dna! Lo sport è inutile se il gene fa flop



Che cosa c'è di più frustrante che passare ore intere a sudare sul tapis roulant o a sfinirsi di esercizi sulla cyclette, e scoprire che si tratta solo di tempo perso e fatica sprecata? Eppure la colpa non è della cattiva volontà, ma dei geni "fitness flop". Sono presenti in una persona su cinque e riescono a vanificare il tempo e le energie spese a sgobbare nei centri di fitness e sui campi sportivi.
Lo dimostrano i dati di una ricerca scientifica internazionale guidata da un'equipe dell'università di Londra, secondo la quale questa manciata di geni dispettosi riesce a vanificare i positivi effetti dell'attività sportiva sulla salute.
Gli sfortunati soggetti affetti da "Dna pigro" sono circa il 20% della popolazione: pur dedicandosi con impegno e con regolarità a una corretta attività fisica non riescono a preservare il loro cuore dagli acciacchi o il loro organismo dal diabete, almeno se si fa affidamento esclusivamente sull''esercizio fisico. Lo studio in questione è stato condotto su oltre 500 persone arruolate tra
Europa e Stati Uniti e sottoposte a un programma di allenamento aerobico di 30 minuti per 5 volte a settimana.
All'inizio dello studio, prima che i soggetti coinvolti nello studio cominciassero l'allenamento in palestra, un'analisi di campioni dei loro tessuti muscolari aveva mostrato una serie di geni, circa una trentina, strettamente connessi con l'aumento del consumo di ossigeno. Di questi, 11 in particolare sembravano giocare un ruolo determinante.
Dopo 6, 12 e 20 settimane gli studiosi hanno misurato il consumo di ossigeno nel loro sangue, un indicatore chiave dell'attività aerobica e del benessere dell'organismo. Nel 20% del campione, nonostante gli sforzi fatti in palestra, l'incremento registrato era inferiore al 5%: insomma, il risultato era praticamente trascurabile. Circa il 30%, inoltre, non aveva fatto segnare neppure un aumento della sensibilità all'insulina, il che significa che questi soggetti non potevano sperare neppure in un miglioramento sul fronte del rischio diabete.
"Sappiamo che un consumo basso di ossigeno è un forte fattore di rischio per alcune malattie e per il pericolo di morte prematura - spiega James Timmons, a capo dello studio pubblicato su "Journal of Applied Physiology" – per cui gli addetti ai lavori tendono a raccomandare, o meglio a prescrivere, l'esercizio aerobico per aumentare la capacità di consumo. La nostra speranza è giungere a fare tale prescrizione solo a chi può trarre davvero benefici dall'attività fisica, indirizzando gli altri", ovvero gli sfortunati dai geni pigri, "ad adottare altre misure per preservare la propria salute".

QUEI JEANS CHE NON HANNO ETA'...


Ha superato periodi storici e continenti senza perdere mai la sua natura e il suo stile, stiamo parlando del jeans: simbolo indiscusso della cultura estetica del ‘900. Oggi, torna in passerella, più grintoso che mai.
Partito da Genova ai tempi di Cristofolo Colombo; nel 1873, grazie al signor Levi Strauss, diventa il pantalone da lavoro (waist overalls) di minatori, cowboy, cercatori d’oro e operai.
Negli anni Cinquanta arriva nel guardaroba di attori e personaggi hollywoodiani come Marlon Brando e James Dean.
Tra gli anni ‘60 e ‘70 diventa emblema della contestazione giovanile, mentre la versione baggy si candida a capo preferito del mondo rap degli anni ‘80. Nelle sue numerose incarnazioni, insomma, il denim è sempre stato simbolo di modernità e gioventù ribelle e rivoluzionaria.

mercoledì 3 febbraio 2010

Come far durare un amore


Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia.
A un certo punto il bambino dice: "Come si fa a mantenere un amore ?"
La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: " Raccogli un po di sabbia e stringi il pugno..."

Il bambino stringe la mano intorno alla sabbia e vede che più stringe più la sabbia esce dalla mano. "Mamma ma la sabbia scappa!!"
"Lo so, ora tieni la mano completamente aperta..."

Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente. " Anche così non riesco a tenerla!.
La mamma, sempre sorridendo: "Adesso raccogline un altro pò e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio...abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la libertà."

Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed è protetta dal vento.
Ecco come far durare un amore..."